Giusquiame House

Perchè la vita è allucinazione
lunedì, 17 dicembre 2007

Il meglio che posso

Ormai è più di un mese che non mi scrivo, mi sento come se stessi ricominciando a imparare le lettere dell'alfabeto. Nel cielo della stagione fredda alcune stelle disegnano un pentagono, e nel suo cuore lui, Marte, il pianeta degli uomini, che sembra portare guerra nei miei giorni e desolazione nelle mie notti. Non sono la persona che crede negli oroscopi, ma la mia anima junghiana cerca segni anche dove significati non ce ne sono.

Dove ero finito? Lezioni tutte le mattine, laboratori di microbiologia e chimica due pomeriggi alla settimana, lezioni in piscina tre pomeriggi alla settimana, nuoto alla sera due volte alla settimana. Se mi sentivo la vita vuota, ora non è più così. Adesso, cosa ci faccio sveglio nel cuore della notte? E' già lunedì mattina, inizia un'altra settimana intensa. Dovrei riposare e la tosse, invece, mi tiene sveglio. E nella veglia tornano a galla solo i pensieri che più mi fanno male.

Hindenburg
Invecchiare non è crescere. Ma ogni giorno posso cercare di fare di me il meglio che posso.
E non è molto, il meglio che posso.
Sto veramente dando il massimo?
Me lo chiedo, e mi rispondo dolcemente: no.
Buonanotte. Domani è un altro giorno.
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martedì, 06 novembre 2007

Tra sopravvivere soli e affondare in due

Due birre medie, tanto per cominciare. Ti sto parlando ma non sei qui, c'è solo un quadro di Van Gogh, di mare, sulla parete blu cobalto. E, ad essere sincero, non mi ricordo più nemmeno come portavi i capelli, lunghi e neri, boccoli. Ti chiamo Simona, per nascondere la tua identità al mondo, per regalarti un altro schermo dietro cui ripararti, perchè la tempesta che ci sconvolge la vita non si è ancora calmata.
Tre bicchieri di Montenegro, nessuno di noi due deve guidare stanotte e non sapremmo neanche dove andare, noi che abbiamo paura ad uscire di casa.

Bacco
Ti ricordi quando ci siamo conosciuti? Merito della Cartomante, lui ti è sempre stato vicino, anche quando Lorenzo ti ha lasciato, anche quando hai avuto il tuo esaurimento nervoso, la depressione, la bulimia prima e l'anoressia dopo. La Cartomante ti è sempre stata vicina. E ci ha fatto conoscere, anche se frequentavamo gli stessi corsi all'università e potevamo conoscerci da soli. Ma c'è stato lui, o lei, in mezzo. Sempre.
Vino rosso, rubino, per impreziosire la gola. Tre bicchieri. Stanotte mi viene da pensare a te, chissà dove sarai, chissà se mai uscirai dalla prigione che ti sei costruita intorno. Non posso più aiutarti, non saprei neanche come. La Cartomante ti sarà sempre vicina. Lei che ti ha isolato dal mondo mentre inseguivi il tuo principe azzurro, lei che ti ha isolato dal mondo e ti ha chiuso in una fabbrica, lei che ti ha isolato dal mondo e ti voleva vendere al primo barista per una notte di Negroni. In fondo avete tante cose in comune, vicendevolmente vi sorreggete la fronte mentre vomitate il pranzo.


Io non ne posso più. Incamminarmi sulla via della guarigione voleva dire abbandonarti. Non ho avuto la forza per sollevarmi da solo. Come potevo farmi carico anche della tua sofferenza? Non ho sensi di colpa. E potresti dire che questo è crudele. No, questo è naturale. Ha vinto lo spirito di sopravvivenza. Alla fine ti sei tenuta la Cartomante, io non ne ho bisogno. Perchè stare bene vuol dire abbandonare il male, ogni tipo di male, anche se concentrato nel cuore di una persona amica. Puoi darmi del debole, del vigliacco, dell'egoista e del menefreghista. Puoi farlo. E' contemplato nelle tue libertà. Le mie le ho già prese.

Dove è che il bene che possiamo fare ci si ritorce contro e ci danneggia?

SurgeonsNona Ora
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martedì, 30 ottobre 2007

L'Oscuro Signore

Rainy nightC'è un momento, giusto lo spazio per un respiro profondo, in cui tutto si calma. La tempesta rumoreggia incessante contro le finestre, ma smorza il tono per un momento, l'acqua corre e scorre ancora implacabile, ma in questo momento si riesce a seguirne il corso, come tracce d'inchiostro prima che si perdano. I giorni sembrano tutti uguali, senza passione, senza la gloria e la tragedia, rendono ragione all'adagio del poeta: i popoli senza guerre sono popoli senza storia.
Appoggio i gomiti e conto le mie ferite, le bruciature sulla pelle, i graffi sulle mani. Le ginocchia scricchiolano per la lunga corsa, i tendini bruciano tra ossa e muscolo. La corsa, la corsa. Per cosa? Non ho neppure il tempo di chiederlo al primo che passa. Stiamo tutti correndo. Per cosa? Credevo in una meta, in un traguardo, ma non se ne scorge l'ombra. E non ci rimane che correre, tutti, ognuno per la sua strada, milioni tra milioni, sconosciuti, senza il tempo di un "Ciao, come va, ti posso offrire un caffè?".

Hooded man
Quello dall'altra parte dello specchio sono io, l'Oscuro Signore. Quello da questa parte dello specchio non so come si chiama, eppure mi somiglia. Già gli crescono i primi peli bianchi nella barba. A cosa serve invecchiare se poi non si cresce? Lui non lo sa. Io si. Ma non lo farò mai partecipe del segreto. Io non credo nelle favole, non voglio la pace nel mondo, non mi sconvolge neppure la morte, quando mi cade attorno come grandine d'agosto e piega il grano. Non ho amici confidenti, nè fratelli di sangue. Solo i miei desideri, e gli schiavi della mia volontà. Il mattino mi sveglia grigio, quando lascio nel letto una S, la piega di un corpo tra le lenzuola. Una S da cui tutto sgorga ciò che mi descrive. Il sangue e il sudore, la solitudine e la sofferenza, il silenzio e la sconfitta. Stai qui con me, stanotte, sì. Il lungo sibilo in cui si muore, senza soffrire.
Dall'altra parte dello specchio lui guarda le stelle. Brillano distanti, romantiche. Palle di fuoco isolate nel cosmo, la temperatura a cui fondono i cuori.

DumbledoreA parte l'atmosfera cupa, tutto scorre bene: le lezioni all'università, i weekend in montagna, i corsi di nuoto con i bambini mi riempiono di soddisfazioni. Ma che Silente fosse gay mi ha enormemente sconvolto!
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mercoledì, 17 ottobre 2007

Rivedere le stelle

Mi sveglio nel cuore della notte. Sono in città, la luce arancione della strada penetra nella mia stanza come il chiarore di un fuoco che langue. La testa appoggiata sul libro aperto di Chimica degli Alimenti, la gatta che sonnecchia tra le ginocchia. Da quando è cominciato il semestre mi sono preso seriamente l'impegno di stare in pari, seguire tutte le lezioni e tutti i laboratori, tornare a fare vita universitaria. Voglio che sia l'ultimo anno che mi separa dalla laurea. E' tempo di dare un compimento a ciò che era stato avviato.

Sirio ed Orione
Mi sveglio nel cuore della notte. Sono in montagna, una luce fulgida, chiara, penetra nella mia stanza attraversando le tende bianche. E' strano, già dopo le sette di sera, in questa stagione, non si riesce a distinguere dove finiscano le vette e dove comincino i cieli per l'oscurità, i fianchi dei monti avvolti dai boschi non celano lampade e lampadine. Mi alzo per indagare, l'aria è gelida, ferma e tagliente come una lama appoggiata sul fianco.
Nel letto caldo lascio Fabrizio nel suo morbido sonno. I suoi riccioli come miele di castagno scorrono sul cuscino, le ciglia addormentate, le labbra di poco dischiuse. Nei suoi capelli ho lasciato navigare le mie dita innamorate. No, quello era un sogno, non c'è nessun Fabrizio. Solo un'allucinazione, piacevole, ma frutto del desiderio. Un'inconscia costruzione per sanare questa mia fame di affetto, il mio ideale di bellezza maschile, questo ragazzo, che si insinua nei miei sogni.
Con pochi passi sono alle finestre, eppure sembra di attraversare l'Artico. Aprendo le tende mi manca il fiato. E' uno spettacolo di bellezza indescrivibile. Oltre il contorno dei lauri, sopra l'ombra del pino, nel nero che fonde cielo e terra, le stelle più luminose della galassia. Questa notte più brillanti che mai. Tanto da perforare la trama della stoffa. Sirio, il cuore del Cane, e tutte le stelle di Orione, Marte che scivola verso i Gemelli, Procione e l'Auriga si inseguono ad est.

Riveder le stelleTornare a rivedere le stelle. Un'epifania. Come chiudere il conto con il passato, ripulire ogni evento della patina di colpa, delle associazioni negative. Rivedere le stelle, come dopo aver attraversato l'inferno in ginocchio, come chiudere il cerchio e finire in me stesso, completo. Un'epifania, come affrontare i miei desideri e riconoscere la fantasia per quello che è, una siepe che costeggia e abbellisce la realtà, non la vera via della vita.
In un momento così si può anche morire per il senso di completezza che si prova. Ma io voglio vivere, conscio che ogni ferita è guarita.
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martedì, 02 ottobre 2007

la Festa della Cuccagna

Oggi è stato il primo giorno di lezioni del semestre. Un po' mi bruciava, un po' mi vergognavo. Dovevo seguire due ore con la classe del secondo anno. Ragazzi che occhio e croce hanno vent'anni, con le loro belle faccine tonde, i vestitini firmati comprati da mammà, le auto lucide argentate in prestito da papà.
Non che ambisca a diventare amico con qualcuno di loro, ma nell'ambiente universitario farebbe comodo avere qualche conoscenza in tutti i corsi, giusto per avere una chance di essere aiutato in caso di carenza di appunti. Quindi ho ritirato fuori la mia buona volontà e mi sono diretto verso l'aula, stracolma di ragazzini e ragazzine, con i loro begli occhioni tondi che guardano questo povero fuori corso come un alieno. Per fortuna non sono il solo. A tenermi compagnia arrivano altri due relitti, come me, sopravvissuti a ogni genere di guerra o tempesta, di quelle che si affrontano tra le pareti dell'ateneo.

Alla fine arriva anche la docente, ma docente è una parola grossa. Sembra venuta fuori da un night di alta montagna, con le cosce suine nude, gli stivali da gaucha, le meches bionde e un rossetto porpora che le dipinge in faccia un canotto più che una bocca. Sono nel primo banco, come di solito per evitare che un qualche tipo di brusìo si ponga tra le mie orecchie e le gole dei docenti. Lei mi guarda, poi guarda Antonio, alla mia destra, e Gian Andrea, con la sua testa a fare capolino dietro la mia.
Miss Piggy
"Ma voi di che anno siete?! Non siete del second'anno!"

Neanche fossimo tre mummie. Forse risaltiamo un po' su questo sfondo di giovani spensierati, forse abbiamo un'aria più vissuta, patita.
"Meno male che stamattina mi sono fatto la barba!" bisbiglio ai miei compagni. E da dietro le spalle un sussuro "Anche io".
Soltanto durante lo svolgimento della lezione ci diventa chiaro il recondito messaggio della prima esclamazione: con continui ammicamenti, mezze parole, mezzi sguardi, languide richieste di favori ("Mi puoi infilare la chiavetta nella porta USB, per favore?") e complimenti gratuiti ("Ma hai preso tutti questi appunti in sole due ore di lezione! Ma sei bravissimo!") ci fa capire che è soddisfatta della nostra presenza. Buongustaia! Tre maschioni di un metro e novanta e sopra i venticinque anni nel primo banco, le sarà sembrata la Festa della Cuccagna. Forse viene veramente da un night di alta montagna. O forse, per una buona volta, saremo noi uomini a giovare di un qualche favoritismo in sede di esame.

"Per oggi ci fermiamo qui, mi è venuta anche sete"
"Se sapesse che mi scappa da pisciare..."

Il Paese di Cuccagna
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lunedì, 01 ottobre 2007

Dove finisce la terra...

...Comincia il cielo.

Dark Clouds on the Horizon
Era il terzo giorno che andavo a trovarlo. Che gli gironzolavo intorno per imparare ogni suo movimento, per vedermi compiaciuto nel piacere di osservare ogni suo movimento. Occhi azzurri. Non mi sono mai piaciuti. Ma mani grandi, mani che offrono, che raddrizzano le pieghe e mettono ordine nel mondo, mani calde.
Mi saluta. E io non lo conosco. Marco.
Mi saluta e allora torno il giorno dopo. E dopo ancora. Finchè non ci riesco, non riesco a tenermi. La scelta è ancora una volta davanti ai miei occhi e ai miei piedi. Cammino in un territorio fatto a bivi. Una scacchiera, un labirinto. O parlare o tacere. Ma c'è in ballo l'orgoglio, il coraggio, il desiderio di sentirsi vivo. E' solo una sfida con me stesso.
Alla fine la risposta. Un sì. Ma valeva come un no. Non sono triste, non sono deluso, non sono demoralizzato. Al contrario. Un sì che nega, un rifiuto che dà gioia. Sotto un cielo dipinto da Constable il sole scalza le nuvole, queste ritornano e si gonfiano di luce. Non è ancora tempo per me, non è ancora tempo di trovare. Ancora alla ricerca. Ma ho conquistato il coraggio, ho conquistato una parte di me che avevo ucciso, evirato e sepolto nel pozzo. Mi neghi, ma io rido.

Wivenhoe Park - John Constable
Così si comincia. Si torna a lezione e si torna ad allenarsi. Cuffia e occhialini, penna, quaderni e libri di testo. Una stagione è chiusa. Il crepuscolo del capolinea è passato. Si torna a rotolare.

Ancient Book
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lunedì, 24 settembre 2007

La notte d'equinozio

Volo verso sud, verso le case zodiacali riscaldate dal sole, verso le montagne che celano la vita e le sue origini, la fanghiglia sotto la pietra, il muschio sopra. A destra il sole è sospeso di un'ora sull'orizzonte, a sinistra la mezza luna crescente si nasconde in un velo di cirri, come timida della sua bellezza. Il sole su una mano e la luna sull'altra. In fronte sento sbocciare una stella. Un fascio di luce taglia il mio cuore in due, sciami d'api nello stomaco. Sono caldo, e sono pieno. Pieno che trabocco dagli occhi.

Sulla prima collina della Valle dei Sassi Smaltati, come me, l'Albero dell'Impiccato mescola in sè le due luci, il sole calante e la luna sorgente. Il vento è un pianoforte, l'orizzonte una bocca aperta, da tutti i lati emette il suo canto profondo, spaventoso ed estatico, verso il cielo. Sono nel centro, colmato da celestiali sensazioni, spaccato in due. Ogni cosa è centrata.

two bulls
Dove sono le ragazze dalle frangette sbarazzine, dove i ragazzi dalle barbette spettinate? Le case si stanno chiudendo, le luci dentro e la tenebra fuori. Anche gli spiriti dei boschi stanno tornando al letargo nei loro tronchi. Solo i meli si attardano carichi mentre i castagni si svegliano ebbri di voglie e smanie. Le foglie che arabescano la strada sono d'oro oggi. Seguirò questa linea verso i monti, dove i segreti dormono nascosti?

Più di cento gradi ha l

Ho digerito gli errori degli ultimi due anni. Sono nuovamente al bivio. Il punto di partenza. Sull'orlo della cicatrice dietro la curva del cuore. La via profonda, solitaria ed ombreggiata, umida e scabra, serpeggia scintillante. Si. Stavolta scelgo te. Perchè la via del crinale non ha portato da nessuna parte. E troppe puttane si crogiolano nella sua comodità, vampiri e lucignoli, ladri e aguzzini, streghe e assassini, sulla strada di zucchero e panpepato.

Eracle al bivio
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venerdì, 21 settembre 2007

L'ultima festa dell'estate

Stanotte sulle coste del Monte Caio si svolge l'ultima festa dell'estate, la Sagra di San Matteo. Eh si, anche se settembre sembra calare freddo dal nord come i barbari, è ancora estate, ancora per qualche giorno, fino all'equinozio, quando le forze creatrici e le ispiratrici si bilanceranno da un polo all'altro del cielo.
Spesso mi capita di rimbeccarmi con il mio amico Andrea sul termine dell'estate: lui è appassionato di meteorologia, io di astronomia, entrambi con lo sguardo puntato al cielo, a profondità diverse. Lui mi ricorda che le stagioni meteorologiche cominciano il primo del mese, io rimango attaccato ai solstizi e agli equinozi, agli alti e bassi, come in cielo così in terra.

L
Mentre tra i faggi e i castagni del Monte Caio scorrono fiumi di Montenegro, mentre i ragazzi del Palanzano Calcio tirano mattina a rimorchiare le ragazze, mentre riecheggiano i canti e le luci dei fuochi da campo in tutta la valle del Cedra, io sono qui, in città. E mi ricordo una cosa importantissima. La fine dell'estate è anche l'inizio dell'autunno. In ogni fine c'è un nuovo inizio. Banale? No.
L'anno scorso, in questo periodo, stavo lottando con la malinconia e la delusione, con l'abbandono e lo sconforto. Mi sarò detto anche allora: in ogni fine c'è un nuovo inizio. Infatti cominciava la depressione. Non tutti gli inizi sono cose belle, ma servono tutti i capitoli nel grande libro della vita, perchè alla fine tutta la storia abbia un senso e si possa organizzare il lieto fine, o, come preferisco, il finale aperto.

The Ancient Book
Ecco che oggi comincia l'autunno, con la prima lezione da istruttore di nuoto. Comincia la stagione dei corsi, dello studio, degli hobby e delle passioni, non più quelle ormonali che si consumano sotto le stelle del Cigno, che mi sono negato, ma quelle recondite, quelle custodite dieci centimetri sotto la superficie della pelle. Nel cuore solitario.

Migrating
Lo zaino è vuoto, il sacco a pelo è stato riposto. Ancora una volta, come di tanto in tanto, riempirò questo vuoto con dell'altro.
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martedì, 18 settembre 2007

Concentrazione, accerchiamento, chiusura

Avevo tracciato intorno a me un limite, con il gesso bianco in polvere l'ho tracciato. Un cerchio, lo spazio vitale, una prigione, il giardino da coltivare. Avevo posto un cancello davanti al prato, davanti alle sterpaglie riarse dal sole, davanti alle rocce scavate dall'inverno, davanti al mio cuore. E nel suo centro ho costruito un altare ad Artemide, un altare ad Apollo ed un altare ad Atena. I figli del cielo tonante, gli aridi figli della fertile pioggia d'oro, gli dei del profilo, che non si mescolano agli esseri umani. Avevo cercato il distacco.

Non che sia un neopagano, ma solo ragionando per archetipi.

Apollo e Artemide abbattono i Niobidi
Mi ero detto: questo è il tempo della guarigione, il tempo in cui l'immondizia accumulata va smaltita, il tempo di pensare a me stesso, ponendo i miei problemi sopra quelli di chiunque altro. Concentrazione, accerchiamento, chiusura. E mi ero detto: diamo tempo al tempo, anche questo è lavorare la terra, saper aspettare la giusta stagione per ogni frutto.

Poi succede che guardo il cielo. Stando coricato sul mio letto riesco a vedere una fetta di cielo tra i rami dell'acero e i palazzi della via. La Luna crescente e Giove riescono a mandare il loro chiarore fin dentro i miei occhi, pur abitando in un viale cittadino. Guardo il cielo e mi confondo con la stoffa che mi accoglie. Sono diventato come questo letto, immobile e liscio, come una calotta polare, da mesi e mesi mi sono abbracciato da solo, notte dopo notte. Nella mia vita ho negato l'affetto, mi sono negato di voler bene a qualcuno, mi sono negato che qualcuno mi volesse bene. Quel bene particolare.
Sbaglio.
Non è giusto verso me stesso, non è giusto che mi neghi certe cose. Credevo non potessero conincidere le due cose, cercare di guarire e conoscere una persona, conoscersi e farsi conoscere. E' vero, non posso negarmi questo.

Notte StellataLa camera di Van Gogh
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lunedì, 17 settembre 2007

Per una volta

Sembra che le cose abbiano preso finalmente una piega positiva. Potrei dire che la stagione sta dando i suoi frutti dopo il lavoro svolto e il tempo dedicato. Ancora una volta, ancora per un fine settimana, sono stato in montagna. Ma ogni volta è più bello, ogni volta è come ricordare che anche io sono del posto.

In più mi è stato offerto un lavoro, che comincerò da venerdì. Istruttore di nuoto. Una cosa che volevo fortemente, un sogno che sono riuscito a realizzare con l'impegno. Mi hanno già consegnato la divisa, stasera la provo. Prima apro la maglietta gialla sul letto, poi la infilo, assaporandone l'odore di nuovo. Questa maglietta è quello che volevo, la cosa che volevo di più, nelle ore di tirocinio e di lezione, nelle ore di allenamento e di studio, pensavo solo a questa maglietta, la divisa dell'istruttore.
Ora, guardandomi nello specchio, mi voglio bene.
E non sembra neanche quella gran cosa, solo una maglietta gialla, come altre che ho indossato. Ma l'ho desiderata tanto, per sentirmi capace di fare qualcosa, di ottenere quello che desidero, che ha un peso diverso sulla mia pelle.
Per una volta, sono fiero di me stesso.Istruttore di Nuoto
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